Cosimo D'Elia

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critica

La natura è il grande palcoscenico della vita e anche nei momenti di solitudine e di riflessione,  l’uomo  si trova accanto alle bellezze infinite del  mondo con la varietà dei suoi aspetti, dei suoi colori e dei suoi suoni.

In questo senso la vita per l’uomo non è mai solitudine, vuoto, silenzio; essa è soprattutto spettacolo e ascolto.

La produzione artistica dell’artista oritano Cosimo D’Elia coglie il senso dell’immensità dei paesaggi, di una natura ancora lontana dalle alterazioni del progresso tecnologico.

Una festa di colori, di fragranze e di luci i suoi paesaggi, essi  trasmettono essenzialmente le sensazioni visive della realtà ove la luminosità e il colore diventano i veri protagonisti del quadro.

Suggestiva di sensi ancora più profondi e la produzione artistica d’immagine sacre.

                                                                                                                                           Dott.ssa Grazia Lacorte

La pittura moderna comporta sovente la comparsa di artisti che pur poco conosciuti assolvono all’arduo compito di divulgare l’amore spontaneo, tutto solare e mediterraneo per le arti figurative.

E’ il caso del nostro concittadino Mimino D’Elia, che, già ai suoi esordi ho avuto modo di presentare le sue opere.

L’artista in parola ha percorso un excursus più che ventennale, caratterizzato da numerosissime personali e collettive nel corso delle quali ha maturato notevoli consensi di pubblico e di critica.

D’Elia, nel corso della sua attività pittorica, ha maturato una notevole padronanza delle tecniche che si esprime con variazioni cromatiche che prediligono i toni del rosso e del giallo.

La sua è pittura delle nostre terre, dei nostri tramonti, della nostra amata puglia.

                                                                                                                                                      Prof. Cosimo Moretto

                                                                                                            

Prediligendo l’accentuazione monocromatica che declina tutte le gradazioni del rosso, l’artista di Oria Cosimo D’Elia, avvolge la sua dichiarata scelta paesaggistica,  nella magica incantata atmosfera purpurea, che subito connota la sua vocazione espressiva.

Nel tema del tramonto l’idea di un fuoco rigeneratore, nella visone magica che i cieli al crepuscolo sanno attingere dall’apparente morte diurna del sole, preannunciando già l’alba, come rigeneratrice di luce per il nuovo giorno che scalza la notte.

Avvolti nel mistero i suoi scorci paesaggistici la sua attenzione al mondo rurale, esplicita l’anagrafe dell’artista e il suo senso forte della sua appartenenza.

                                                                                                                                                             Cav. Giovanni Amodio

                                                                                                                                                                      Critico D’Arte                                                                        

Per Cosimo D’Elia l’intensità cromatica e la smania di ricerca interiore trovano l’unione nello sbocco artistico e creativo che a tratti sfiorano toni di alta misticità, attraverso punti di misticismo decorativo e palpitanti soggetti interpretati.

                                                                                                                                                                           Prof. Armando Pacchiani

La pittura dell’oritano Cosimo D’Elia si ispira agli aspetti paesaggistici del sud, soffermandosi con prevalenza alla suggestiva distesa agreste che circonda la sua città natale, ravvivando queste atmosfere con scene di vita paesana.

La sua tela, priva di ricercatezza e lecca menti accademici ci porta ad una interpretazione personale, fresca e spontanea della sua arte.

Tutto è espresso con un forte e acceso uso tonale del colore.

Il rosso, l’ocra e il giallo, rivelatori di oscure verità, sembrano squarciare le sue tele, mostrando l’inquieto vivere umano, sempre teso a sciogliere gli ultimi infiniti nodi dell’esistere.

Le opere del D’Elia parlano un linguaggio antico e richiamano lo spirito dell’osservatore del piacere della memoria.

                                                                                                                                                                           Artista Dario Pisconti

Sentimenti ed emozioni nelle opere dell’artista Cosimo D’Elia

Il delizioso racconto pittorico di Cosimo D’Elia viene esaltato dai rossi e dagli ocra, elementi determinanti nell’architettura delle sue opere, che esprimono a queste una forza singolare e fascinosa.

Le stupende creazioni, che riflettono con insistenza la campagna nativa, sono immagini meravigliose dove a volte compare la figura umana e dove la donna ne è sempre la protagonista come testimonianza partecipativa, piena di verità e vita.

Figure e immagini trascinati dove situazioni e racconti assumono esaltanti espressività di forza e di dolcezza.

Sentimenti ed emozioni scaturiscono dall’immediatezza del pensiero e dagli stati d’animo dell’artista, che riesce ad esprimere con un linguaggio pittorico ricco, un paesaggio piacevolmente facile tramite l’ausilio di una natura oggettivamente rappresenta come l’occhio la percepisce, ma dopo una forte interiorizzazione.

Queste opere risultano fantastiche espressioni piene di melodie cromatiche, in cui le atmosfere rurale cariche di poesia, esprimono i sentimenti eterni dell’amore e dell’incantamento per la natura, che rimane per l’artista oritano, la fonte inesauribile a cui attinger la linfa vitale della sua espressività artistica.

L’oggettività esteriore informa la trama delle opere di D’Elia, poiché il suo sogno diviene una rievocazione lirica, un canto elegiaco, un abbandono sognante delle atmosfere ideali di suprema armonia in cui l’artista si perde nel volo pindarico della pura creatività affrontando le situazioni pittoriche con l’occhio del poeta, che sente la tristezza della scena e la stanca malinconia che emana dai casolari, una volta simbolo di una civiltà contadina e pulsante di vita mentre ora abbandonati e solitari come abbandono al suo destino con le sue miserie è l’uomo contemporaneo.

                                                                                                                                        Artista Dario Pisconti.

Dire delle sue lunghe giornate misurate sulle sue tela della luce del sole, delle sue figure, dei suoi affetti e pensieri che emergono evidenti sulle sue tele, significa dire di chi possiede uno spicchio di mondo, gelosamente mostrato attraverso le opere che trasudano effetti cromatici e ricerca.

Lo spirito di geometria che in esse agisce, il senso di triste solitudine reso plastico da corpose solidità ,donano ai nostri sensi, una vibrante gioia.

Quello che in origine era, forse solo apparentemente, libertà di espressione, con il tempo è divenuta una sorta di regola formale, merito di una feconda vena  poetica e di un lirismo imperante che costruisce con i colori forti e vibranti.

Il modo stesso di lavorare dell’artista Cosimo D’Elia diviene così, un modo proprio di comunicare, senza voler soddisfare minimamente quell’aspettativa di una riproduzione naturalistica che pur rimane.

Classicheggiante, per quel verso innato al quale  è stato educato, pur sottraendola alla meccanica riproduzione del particolare ricorrendo a strutturare sintetiche d’insieme.

Queste strutture come presenze allucinanti si trasformano in simboli, ma se nella necessità si tenesse conto della sensibilità e della complessità emotiva del D’Elia, la sua produzione  artistica resterebbe enigmatica nella comunicazione, nei suoi significati morali ed ideali diventerebbero espressioni di libertà.

                                                                                                                                                                                      Prof. Antonio Benvenuto

Cosimo D’Elia utilizza essenzialmente i colori primari rosso e giallo, che esplodono in tutta la sua loro brillante aggressività, frantuma i particolari e sfuma i colori.

Il colore esprime immediatamente ciò l’autore sente  istintivamente con lievissime gradazioni di toni.

Campi rossi pieni di fiori gialli e dai petali bianchi, cieli rossi con nuvole gialle sembrano voler scioccare l’osservatore che, comunque, resta stupito di fronte al colore che si diffonde su tutto il quadro rendendolo scintillante e vibrante.

                                                                                                                                                                           Prof.ssa Anna Maria Andriani

A MIA MADRE

QUANDO QUEL DI’ VENNE

IL TERZO DI NOVEMBRE

EGLI PADRON DEL CIELO E

DELLA TERRA SOSPIRANDO,

TI PRESE

E PORTANDOTI CON SE

TI FECE VISITARE I CIELI ETERNI.

IO , DA QUEL PUNTO PICCOLISSIMO

DELLA TERRA,

ANCHE SE IL TUO SEPOLCRO

NON VISITO SPESSO,

MAI E’ DANNATO IO SIA

SE TI SCORDERO’